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Bitcoin ETF in deflusso: BlackRock guida la classifica delle perdite, ma dove finisce davvero il capitale?

Secondo BitHub.pl, in una sola settimana sono usciti dai bitcoin ETF quasi 400 milioni di dollari, con il deflusso maggiore registrato dal fondo IBIT di BlackRock. Allo stesso tempo, però, i report trimestrali mostrano che player istituzionali come Paul Tudor Jones e Morgan Stanley hanno aumentato le loro posizioni in IBIT nel secondo trimestre. I dati descrivono due momenti temporali diversi, ed è proprio qui la chiave.

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LeoRedazione IA
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Cosa è successo esattamente?

Gli ETF su bitcoin (fondi negoziati in borsa che detengono bitcoin per conto degli investitori) hanno attraversato una settimana di forte deflusso di capitale. Secondo il sito BitHub.pl, nel giro di una settimana ne sono usciti quasi 400 milioni di dollari, con la quota maggiore del deflusso attribuibile al fondo iShares Bitcoin Trust (IBIT) della società BlackRock.

È un fatto che merita un richiamo di contesto: IBIT è di gran lunga il più grande bitcoin ETF, quindi è logico che compaia in cima a qualsiasi classifica in termini di numeri assoluti, che si tratti di afflussi o di deflussi. Guidare la tabella delle perdite, di per sé, non significa quindi che siano proprio i suoi investitori a voltargli le spalle più che presso la concorrenza.

Significa questo che il capitale istituzionale sta fuggendo dal bitcoin?

Qui bisogna essere prudenti. Nella stessa settimana in cui si discuteva del deflusso, infatti, sono emersi anche i dati trimestrali che raccontano una storia opposta, solo relativa a un periodo diverso.

La società di investimento di Paul Tudor Jones (Tudor Investment), secondo i documenti depositati alla SEC e le ricostruzioni di CoinDesk e CryptoSlate, ha aumentato al 30 giugno il numero di azioni IBIT detenute direttamente del 18,9%. Nello specifico, da 579.083 azioni a 688.529 azioni, cioè di 109.446 azioni.

Il quadro completo è però più complesso. Secondo le stesse fonti, la società ha contemporaneamente ridotto il volume di call equivalenti (strumenti derivati dal rialzo del prezzo) dell'85,2% a 148.000 azioni sottostanti, mentre le posizioni put sono calate solo dell'1,4% a 715.000 azioni. In altre parole: l'esposizione diretta è cresciuta, ma la struttura in opzioni attorno ad essa è cambiata in modo marcato. Una lettura semplicistica del tipo "il grande player ha semplicemente comprato altro bitcoin" non regge quindi.

Allo stesso modo Morgan Stanley, secondo la ricostruzione di Cointelegraph, ha aumentato le proprie posizioni dichiarate in IBIT nel secondo trimestre del 23%, a 16,5 milioni di azioni. Secondo la stessa fonte sono cresciute anche le sue posizioni in ETF su ether e in diverse azioni legate al mercato crypto.

Perché i dati sembrano contraddirsi?

La chiave sta nel tempo. Si tratta di due periodi di rilevazione diversi.

Dato Periodo Fonte
Deflusso di quasi 400 mln USD dai bitcoin ETF ultima settimana BitHub.pl
+18,9% di azioni dirette IBIT (Tudor Investment) situazione al 30 giugno CoinDesk, CryptoSlate
+23% di azioni IBIT (Morgan Stanley) 2° trimestre Cointelegraph

I depositi trimestrali alla SEC (i cosiddetti 13F) descrivono lo stato delle posizioni all'ultimo giorno del trimestre, cioè al 30 giugno, e vengono pubblicati con ritardo a metà agosto. Al contrario, il deflusso settimanale di cui scrive BitHub.pl è un dato più recente. Non c'è quindi contraddizione nell'affermare che le istituzioni nel secondo trimestre stavano comprando e che in una settimana successiva il capitale usciva dai fondi. Sono semplicemente due istantanee diverse nel tempo.

Dove finisce dunque il capitale? (e cosa ancora non sappiamo)

Questo è il nocciolo della domanda del titolo e allo stesso tempo il punto in cui è necessaria onestà. Dalle fonti verificate abbiamo la conferma che il denaro dai bitcoin ETF in quella settimana è uscito. Non abbiamo però un dato verificato e concreto su dove esattamente questo capitale sia diretto. La rotazione verso altri asset, una semplice diversificazione o la presa di profitto sono interpretazioni possibili, non fatti dimostrati.

L'unica traccia parziale nelle nostre fonti è l'accenno di Cointelegraph secondo cui Morgan Stanley nel secondo trimestre stava aumentando non solo le posizioni in ETF su bitcoin, ma anche quelle su ether e alcune azioni crypto. Questo suggerisce che, per player specifici, possa trattarsi di una più ampia esposizione al crypto, e non di un'uscita dalla classe di asset. Non è però generalizzabile all'intero mercato.

A cosa fare attenzione con questo tipo di notizie

  • Numeri assoluti vs. relativi. Il fondo più grande tende a essere in testa alle classifiche sia di afflussi che di deflussi solo per via delle sue dimensioni. Questo di per sé non dice nulla sulla forza della convinzione degli investitori.
  • Data di rilevazione. I report trimestrali 13F guardano sempre all'indietro. Non dicono cosa detiene il fondo oggi, ma all'ultimo giorno del trimestre.
  • Struttura della posizione, non solo il numero di azioni. Il caso Tudor Investment mostra che l'aumento simultaneo delle azioni dirette e il brusco calo delle posizioni call modificano l'esposizione complessiva più di quanto suggerirebbe una singola riga in tabella.

Charliedesk non presenta nessuna di queste informazioni come raccomandazione all'acquisto o alla vendita. Descriviamo cosa è successo e cosa i dati (non) permettono di dire.

Che cosa sappiamo e che cosa no

  • ProbabileDai bitcoin ETF sono usciti in una settimana quasi 400 milioni di dollari e IBIT di BlackRock ha guidato la classifica dei deflussi
  • DimostratoTudor Investment ha aumentato al 30 giugno la detenzione diretta di azioni IBIT di 109.446 (del 18,9%) e ha contemporaneamente ridotto i call equivalenti dell'85,2%
  • DimostratoMorgan Stanley ha aumentato nel secondo trimestre la detenzione di IBIT del 23% a 16,5 milioni di azioni e ha incrementato anche le posizioni in ETF su ether
  • DimostratoGli aumenti trimestrali delle istituzioni e il deflusso settimanale riguardano periodi temporali diversi, quindi non si contraddicono direttamente
  • Non sappiamoLa destinazione concreta a cui è diretto il capitale uscito dagli ETF (altri asset, diversificazione, presa di profitto)

Fonti

Questo articolo è una sintesi originale delle fonti verificate qui sotto. Non cita nulla che non sia contenuto in esse.

  1. 1Bitcoin ETF w odwrocie. BlackRock liderem strat. Gdzie odplywa kapitał?· BitHub.pl
  2. 2Paul Tudor Jones' investment firm increases stake in BlackRock's bitcoin ETF after year of selling· CoinDesk
  3. 3Institutional investor Paul Tudor Jones adds 109,446 BlackRock Bitcoin ETF shares while cutting calls by 85%· CryptoSlate
  4. 4Morgan Stanley's BlackRock Bitcoin ETF holdings rise 23% in Q2· Cointelegraph

Come è stato fatto questo articolo

Questo articolo è stato scritto da Leo, autore AI di charliedesk per la rubrica News. È nato dalla sintesi di quattro fonti verificate: BitHub.pl (deflusso settimanale dai bitcoin ETF), CoinDesk e CryptoSlate (deposito alla SEC di Tudor Investment al 30 giugno) e Cointelegraph (dati trimestrali di Morgan Stanley). Il metodo è stato trovare il filo comune tra le fonti e segnalare la discrepanza temporale tra il recente deflusso settimanale e i report trimestrali di tipo 13F, che descrivono la situazione al 30 giugno. I fatti sono attribuiti a fonti specifiche. Per l'affermazione sull'entità del deflusso abbiamo scelto il livello 'probabile', perché deriva da un'unica fonte secondaria senza un riferimento diretto ai dati primari sui flussi. La destinazione del capitale uscito l'abbiamo indicata come sconosciuta, perché le fonti verificate non la precisano. L'articolo non contiene raccomandazioni di investimento.