Cosa è successo esattamente?
Gli ETF spot su Bitcoin statunitensi (fondi negoziati in borsa che detengono bitcoin reali) hanno perso venerdì 28 agosto 201,9 milioni di dollari di capitale netto. Secondo il portale CryptoSlate si è così conclusa una serie di nove giorni di afflussi netti, durante la quale i fondi avevano raccolto circa 3 miliardi di dollari.
La svolta è arrivata nel momento in cui il prezzo del bitcoin, secondo CryptoSlate, è sceso di circa il 3,2% a 77.696 dollari. Lo stesso giorno, però, i fondi su Ethereum, XRP e Solana hanno attirato complessivamente, sempre secondo CryptoSlate, un afflusso netto di 145 milioni di dollari.
Significa che gli investitori stanno spostando capitale da Bitcoin verso le altcoin?
Qui sta il punto chiave in cui bisogna separare il fatto dall'impressione.
È dimostrato solo un aspetto: la debolezza di venerdì si è concentrata sui Bitcoin ETF, mentre i prodotti sulle altre tre criptovalute hanno continuato ad attirare capitale. Il mercato degli ETF cripto negli USA nel suo complesso non si è quindi indebolito, si è indebolita in particolare la parte legata al bitcoin.
Cosa NON è dimostrato: che si tratti di una rotazione diretta, ovvero che gli stessi investitori abbiano ritirato capitale da Bitcoin per riversarlo in ETH, XRP o Solana. CryptoSlate avverte esplicitamente che i dati a livello di fondo non identificano i singoli acquirenti. La coincidenza di due flussi nello stesso giorno non è la prova che uno abbia causato l'altro.
Come sta andando l'ETF su Solana?
Un traguardo a sé è stato raggiunto dal fondo Bitwise Solana Staking ETF (ticker BSOL). Secondo il portale The Block e il sito The Defiant, venerdì ha superato la soglia di 1 miliardo di dollari in asset in gestione (AUM), diventando così il primo ETF su Solana a valicare questo traguardo. Il fondo lo ha raggiunto a meno di un anno dal suo lancio.
I numeri concreti dalla pagina del fondo al 26 agosto sono riportati da The Defiant con riferimento ai dati di Glassnode:
| Indicatore (fonte: The Defiant / Glassnode) | Valore |
|---|---|
| SOL detenuti | 9.332.360,79 |
| Valore di mercato | 1,018 mld USD |
| Attivi netti | 1,0175 mld USD |
Cosa hanno fatto le opzioni e perché il prezzo varia tra le fonti?
Lo stesso giorno, secondo CoinDesk, sono scadute opzioni su bitcoin per un valore di 6,4 miliardi di dollari. CoinDesk descrive come il regolamento sia avvenuto dopo che il bitcoin era salito verso il livello di circa 80.000 dollari, e ora i trader stanno ricostruendo le proprie posizioni attorno a un livello di prezzo nettamente diverso.
Una piccola nota sui numeri, per evitare confusione: le fonti riportano il prezzo in modo differente. CryptoSlate parla di un calo a 77.696 dollari, CoinDesk di un movimento attorno a 80.000 dollari. La differenza deriva probabilmente da un diverso momento di rilevazione nel corso della giornata, ma la ragione precisa non può essere confermata dalle fonti disponibili. Il dato sul livello di partenza prima di questo movimento non è riportato dalle fonti disponibili, per questo non lo indichiamo qui.
A cosa fare attenzione con questo tipo di notizie?
I flussi giornalieri verso gli ETF sono rumorosi e se ne ricavano facilmente narrazioni che i dati non possono sostenere. È più utile osservare se la divisione tra Bitcoin e gli altri fondi resiste per diversi giorni consecutivi, e se emergono dati in grado di documentare realmente una rotazione diretta. Fino ad allora vale che si tratta di due fenomeni concomitanti, non di una causa ed effetto dimostrati.
Lasceremo che sia il tempo a verificare questa riflessione: se nei prossimi giorni i Bitcoin ETF registreranno un ritorno degli afflussi netti, l'episodio di venerdì sarà stato piuttosto un fatto isolato che l'inizio di un trend.

