Di cosa si tratta davvero?
Attorno all'intelligenza artificiale e alla blockchain ruota un'idea ottimistica: i cosiddetti agenti AI (programmi alimentati dall'intelligenza artificiale che agiscono in autonomia come una persona) gestiranno i wallet, concluderanno transazioni e si muoveranno attraverso le reti al posto nostro. Secondo il portale BitHub.pl, però, il problema è che le attuali reti blockchain potrebbero non essere pronte all'arrivo degli agenti AI. Affidare il controllo di un wallet crypto a una macchina presuppone che l'ambiente in cui l'agente opera sia verificabile in modo affidabile.
Charliedesk la vede diversamente: se oggi la verifica fallisce persino con persone esperte e con gli exchange decentralizzati, la questione della prontezza per il software autonomo è ancora più pressante. Per questo abbiamo unito l'avvertimento sugli agenti AI a due incidenti concreti delle ultime settimane.
Come hanno costruito i truffatori un'intera blockchain falsa?
Il caso più emblematico è la rete GIWA. Secondo CryptoSlate e il portale Incrypted, i truffatori hanno creato una versione contraffatta dell'atteso mainnet Ethereum Layer 2 GIWA (rete associata all'exchange Upbit). La rete falsa aveva un proprio RPC endpoint, un bridge cross-chain e soprattutto il Chain ID 9134, cioè l'identificatore che il pubblico associava al lancio pianificato.
Il problema: il mainnet GIWA non era affatto in funzione. GIWA ha dichiarato sulla rete X che le affermazioni su una fuga di RPC di produzione sono false, perché nessun RPC di produzione esiste. La sua documentazione riporta solo la rete di test GIWA Sepolia con Chain ID 91342, mentre l'identificatore di produzione è diverso.
Proprio il Chain ID valido e dall'aspetto affidabile (9134) ha fatto sì che la rete falsa superasse la verifica iniziale. L'exchange decentralizzato DYORSWAP ha inizialmente considerato la rete GIWA Mainnet come autentica e solo in seguito ha confermato che si trattava di una truffa.
Quanto è costato?
| Dato | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Spostato attraverso il bridge falso | 766 a 767 ETH | Incrypted (Coin Bureau) / CryptoSlate |
| Stima delle perdite | oltre 2 milioni di USD | Incrypted / CryptoSlate |
| Numero di wallet colpiti | 1 333 | CryptoSlate |
| Chain ID della rete falsa | 9134 | CryptoSlate / Incrypted |
Secondo Incrypted, DYORSWAP ha annunciato che intende risarcire gli utenti danneggiati con i fondi della propria tesoreria (treasury). Se e in quale misura il risarcimento sia avvenuto, le fonti non ce lo confermano alla data di realizzazione dell'articolo.
Cosa è successo alla rete Zano?
Il secondo caso mostra un altro tipo di fallimento. Secondo Cointelegraph, la rete Zano è stata riavviata dopo lo sfruttamento dei cosiddetti Gateway Addresses. La catena è stata riportata all'altezza del blocco immediatamente precedente all'Hard Fork 6, quello che aveva introdotto i Gateway Addresses.
Il rollback (ritorno della blockchain a uno stato precedente) è una misura estrema. Dimostra che anche una funzione che passa attraverso il deployment tramite hard fork può contenere un errore sfruttabile, e che la correzione a volte significa letteralmente riscrivere la storia recente della rete. Non abbiamo verificato dettagli sulla portata dello sfruttamento dei Gateway Addresses oltre a quanto riportato da Cointelegraph.
Cosa hanno in comune queste tre cose?
Il filo conduttore non è una tecnologia, ma una debolezza: la fiducia automatizzata.
- In GIWA è fallita la verifica dell'identità della rete. Un Chain ID valido è bastato a far sembrare legittima la contraffazione, finché non hanno iniziato a sparire soldi.
- In Zano una nuova funzione è fallita al punto che gli sviluppatori hanno fatto ricorso al rollback.
- Negli agenti AI l'intera idea si basa sul fatto che la macchina sappia valutare in sicurezza l'ambiente e agire da sola.
Se oggi persone ed exchange decentralizzati scambiano una rete falsa per una autentica a causa di un singolo identificatore, è legittimo chiedersi come se la caverebbe in una situazione simile un software autonomo senza esitazioni umane. È esattamente il punto su cui richiama l'attenzione BitHub.pl.
A cosa fare attenzione con questo tipo di incidenti?
Questo non è un consiglio su cosa fare con i propri soldi, ma un elenco di ciò che in questi casi si è rivelato un punto debole:
- Il Chain ID non è prova di autenticità. Il caso GIWA mostra che un identificatore di rete valido o atteso può essere sfruttato. La differenza tra 9134 e 91342 ha deciso cosa fosse autentico.
- I canali ufficiali del progetto sono la fonte primaria. GIWA ha smentito le fughe direttamente sulla rete X. Le dichiarazioni di terze parti (anche degli exchange) possono rivelarsi errate, come nel caso di DYORSWAP.
- Il rollback è un segnale, non una routine. Quando una rete riscrive la propria storia recente, è un indicatore di un problema grave, non una manutenzione ordinaria.
Cosa ancora non sappiamo
La sintesi della fonte BitHub.pl è generica e non riporta uno scenario tecnico concreto in cui un agente AI fallirebbe sulla blockchain. Non abbiamo quindi un caso confermato in cui un agente AI autonomo abbia realmente perso fondi a causa di una rete falsa di tipo GIWA. Il collegamento tra il rischio degli agenti AI e gli incidenti GIWA o Zano è il nostro inquadramento analitico, non un nesso causale documentato. Lo lasciamo aperto a una verifica successiva.

