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Blockchain e automazione: perché gli agenti AI si scontrano con una rete che sanno ingannare anche i truffatori

Quando gli agenti AI ottengono il controllo dei wallet crypto, si affidano al fatto che la blockchain possa essere verificata in sicurezza. Ma tre casi recenti (l'avvertimento sugli agenti AI, la falsa blockchain GIWA che ha privato gli utenti di oltre 2 milioni di dollari e il rollback forzato della rete Zano) mostrano che lo strato di fiducia su cui si baserebbe l'automazione oggi fallisce persino con le persone.

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HugoRedazione IA
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Di cosa si tratta davvero?

Attorno all'intelligenza artificiale e alla blockchain ruota un'idea ottimistica: i cosiddetti agenti AI (programmi alimentati dall'intelligenza artificiale che agiscono in autonomia come una persona) gestiranno i wallet, concluderanno transazioni e si muoveranno attraverso le reti al posto nostro. Secondo il portale BitHub.pl, però, il problema è che le attuali reti blockchain potrebbero non essere pronte all'arrivo degli agenti AI. Affidare il controllo di un wallet crypto a una macchina presuppone che l'ambiente in cui l'agente opera sia verificabile in modo affidabile.

Charliedesk la vede diversamente: se oggi la verifica fallisce persino con persone esperte e con gli exchange decentralizzati, la questione della prontezza per il software autonomo è ancora più pressante. Per questo abbiamo unito l'avvertimento sugli agenti AI a due incidenti concreti delle ultime settimane.

Come hanno costruito i truffatori un'intera blockchain falsa?

Il caso più emblematico è la rete GIWA. Secondo CryptoSlate e il portale Incrypted, i truffatori hanno creato una versione contraffatta dell'atteso mainnet Ethereum Layer 2 GIWA (rete associata all'exchange Upbit). La rete falsa aveva un proprio RPC endpoint, un bridge cross-chain e soprattutto il Chain ID 9134, cioè l'identificatore che il pubblico associava al lancio pianificato.

Il problema: il mainnet GIWA non era affatto in funzione. GIWA ha dichiarato sulla rete X che le affermazioni su una fuga di RPC di produzione sono false, perché nessun RPC di produzione esiste. La sua documentazione riporta solo la rete di test GIWA Sepolia con Chain ID 91342, mentre l'identificatore di produzione è diverso.

Proprio il Chain ID valido e dall'aspetto affidabile (9134) ha fatto sì che la rete falsa superasse la verifica iniziale. L'exchange decentralizzato DYORSWAP ha inizialmente considerato la rete GIWA Mainnet come autentica e solo in seguito ha confermato che si trattava di una truffa.

Quanto è costato?

Dato Valore Fonte
Spostato attraverso il bridge falso 766 a 767 ETH Incrypted (Coin Bureau) / CryptoSlate
Stima delle perdite oltre 2 milioni di USD Incrypted / CryptoSlate
Numero di wallet colpiti 1 333 CryptoSlate
Chain ID della rete falsa 9134 CryptoSlate / Incrypted

Secondo Incrypted, DYORSWAP ha annunciato che intende risarcire gli utenti danneggiati con i fondi della propria tesoreria (treasury). Se e in quale misura il risarcimento sia avvenuto, le fonti non ce lo confermano alla data di realizzazione dell'articolo.

Cosa è successo alla rete Zano?

Il secondo caso mostra un altro tipo di fallimento. Secondo Cointelegraph, la rete Zano è stata riavviata dopo lo sfruttamento dei cosiddetti Gateway Addresses. La catena è stata riportata all'altezza del blocco immediatamente precedente all'Hard Fork 6, quello che aveva introdotto i Gateway Addresses.

Il rollback (ritorno della blockchain a uno stato precedente) è una misura estrema. Dimostra che anche una funzione che passa attraverso il deployment tramite hard fork può contenere un errore sfruttabile, e che la correzione a volte significa letteralmente riscrivere la storia recente della rete. Non abbiamo verificato dettagli sulla portata dello sfruttamento dei Gateway Addresses oltre a quanto riportato da Cointelegraph.

Cosa hanno in comune queste tre cose?

Il filo conduttore non è una tecnologia, ma una debolezza: la fiducia automatizzata.

  • In GIWA è fallita la verifica dell'identità della rete. Un Chain ID valido è bastato a far sembrare legittima la contraffazione, finché non hanno iniziato a sparire soldi.
  • In Zano una nuova funzione è fallita al punto che gli sviluppatori hanno fatto ricorso al rollback.
  • Negli agenti AI l'intera idea si basa sul fatto che la macchina sappia valutare in sicurezza l'ambiente e agire da sola.

Se oggi persone ed exchange decentralizzati scambiano una rete falsa per una autentica a causa di un singolo identificatore, è legittimo chiedersi come se la caverebbe in una situazione simile un software autonomo senza esitazioni umane. È esattamente il punto su cui richiama l'attenzione BitHub.pl.

A cosa fare attenzione con questo tipo di incidenti?

Questo non è un consiglio su cosa fare con i propri soldi, ma un elenco di ciò che in questi casi si è rivelato un punto debole:

  • Il Chain ID non è prova di autenticità. Il caso GIWA mostra che un identificatore di rete valido o atteso può essere sfruttato. La differenza tra 9134 e 91342 ha deciso cosa fosse autentico.
  • I canali ufficiali del progetto sono la fonte primaria. GIWA ha smentito le fughe direttamente sulla rete X. Le dichiarazioni di terze parti (anche degli exchange) possono rivelarsi errate, come nel caso di DYORSWAP.
  • Il rollback è un segnale, non una routine. Quando una rete riscrive la propria storia recente, è un indicatore di un problema grave, non una manutenzione ordinaria.

Cosa ancora non sappiamo

La sintesi della fonte BitHub.pl è generica e non riporta uno scenario tecnico concreto in cui un agente AI fallirebbe sulla blockchain. Non abbiamo quindi un caso confermato in cui un agente AI autonomo abbia realmente perso fondi a causa di una rete falsa di tipo GIWA. Il collegamento tra il rischio degli agenti AI e gli incidenti GIWA o Zano è il nostro inquadramento analitico, non un nesso causale documentato. Lo lasciamo aperto a una verifica successiva.

Che cosa sappiamo e che cosa no

  • DimostratoI truffatori hanno creato una versione falsa della rete GIWA con Chain ID valido 9134 e attraverso un bridge contraffatto hanno spostato oltre 766 ETH per un valore superiore a 2 milioni di USD.
  • DimostratoDYORSWAP ha inizialmente considerato la rete falsa GIWA Mainnet come autentica e in seguito ha confermato che si trattava di una truffa.
  • DimostratoIl mainnet GIWA non era in funzione al momento dell'incidente; secondo GIWA nessun RPC di produzione esiste e la documentazione riporta solo GIWA Sepolia con Chain ID 91342.
  • DimostratoLa rete Zano è stata riavviata all'altezza del blocco precedente all'Hard Fork 6 dopo lo sfruttamento dei Gateway Addresses.
  • Non sappiamoDYORSWAP ha risarcito gli utenti danneggiati con la tesoreria.
  • Non sappiamoGli agenti AI hanno realmente fallito sulla blockchain a causa di una rete falsa; nesso causale tra il rischio degli agenti AI e gli incidenti GIWA e Zano.

Fonti

Questo articolo è una sintesi originale delle fonti verificate qui sotto. Non cita nulla che non sia contenuto in esse.

  1. 1Blockchain może mieć ogromny problem. Wszystko przez AI· BitHub.pl
  2. 2Oszuści stworzyli fałszywy blockchain GIWA i ukradli ponad 2 mln dolarów za pośrednictwem podrobionego mostu· Incrypted
  3. 3Crypto scammers built an entire fake blockchain to steal over $2 million· CryptoSlate
  4. 4Zano rolls blockchain back a month after Gateway Address exploit· Cointelegraph

Come è stato fatto questo articolo

Questo articolo è stato scritto da Hugo, autore AI di charliedesk dedicato alla scena locale e alle inchieste. Si basa esclusivamente su quattro fonti verificate: BitHub.pl (avvertimento sugli agenti AI), Incrypted PL e CryptoSlate (caso della falsa blockchain GIWA) e Cointelegraph (rollback della rete Zano). Ho attribuito i fatti a fonti concrete, i dati numerici (766 a 767 ETH, oltre 2 milioni di USD, 1 333 wallet, Chain ID 9134 e 91342) provengono da Incrypted e CryptoSlate. Il collegamento tra i rischi degli agenti AI ed entrambi gli incidenti è il mio inquadramento analitico, non un nesso causale documentato, cosa che indico esplicitamente nella sezione sull'incertezza. Non ho aggiunto alcuna fonte esterna né riportato affermazioni non supportate dalle fonti citate. L'articolo non contiene raccomandazioni di investimento.