Cosa è successo davvero?
Secondo la sintesi di Cointelegraph (Hodler's Digest del 2 agosto), sull'umore del mercato ha pesato una perdita "disgustosa" di bitcoin dal cold storage, cioè dai wallet offline, che dovrebbero essere i meglio protetti contro gli attacchi online.
L'entità dei danni è cresciuta gradualmente. La società di analisi Galaxy Research, secondo Decrypt, ha documentato già la terza ondata di furti collegati ai wallet Coldcard. Il totale delle perdite osservate è salito a circa 1.367 BTC distribuiti su 4.585 indirizzi. In termini di dollari le varie fonti si muovono tra gli 88 e i 90 milioni di dollari (Decrypt riporta circa 88 milioni, CoinDesk 89 milioni, Cointelegraph 90 milioni). Le differenze corrispondono al modo in cui le perdite vengono calcolate e al momento in cui lo si fa.
La parola chiave è perdite "osservate". Si tratta del volume che le società di analisi sono riuscite a tracciare on-chain, non necessariamente della cifra definitiva.
Come ha reagito il mercato? L'opposto del 2022
Il dato più interessante lo porta CoinDesk. Secondo le società di analisi blockchain, i piccoli possessori di bitcoin, in reazione alla vulnerabilità, hanno iniziato a rimandare i fondi sugli exchange per un senso di sicurezza.
È esattamente l'opposto di ciò che accadde dopo il crollo dell'exchange FTX alla fine del 2022. Allora gli investitori ritiravano in massa le monete dagli exchange verso la custodia personale, seguendo il motto "not your keys, not your coins". Adesso che si è visto come il problema possa essere anche dal lato del wallet hardware, parte del flusso si è invertita.
Bisogna essere precisi: le fonti descrivono un cambiamento nella direzione del flusso presso i piccoli possessori, non un volume specifico né il fatto che si tratti di un trend di tutto il mercato. Charliedesk non dà consigli su dove custodire le monete. Questa è la descrizione di un comportamento, non una raccomandazione.
È stato un difetto del dispositivo Coldcard stesso?
Qui è opportuna la prudenza. Le fonti disponibili parlano di "exploit di Coldcard" e di furti collegati a questi wallet, ma il meccanismo tecnico esatto dell'attacco e il punto preciso in cui è nata la falla non emergono in modo univoco dalle quattro fonti citate. Non indichiamo quindi se si sia trattato di un bug del firmware, di una compromissione della catena di fornitura, di ingegneria sociale o di una combinazione. Per ora lo segnaliamo come ignoto.
Cosa ne pensa la regolamentazione? Il Clarity Act resta in sospeso
Hodler's Digest ha segnalato al contempo un filone legislativo negli USA. La proposta di legge Clarity Act, secondo Cointelegraph, si è arenata su un punto morto, e al momento della pubblicazione mancavano cinque giorni a un possibile voto al Senato. Se il voto avverrà e come andrà a finire è una questione futura, che non anticipiamo.
E quell'altra notizia di sicurezza intorno all'XRP Ledger?
Parallelamente si è verificato un evento distinto e non collegato nell'ecosistema XRP. Secondo CryptoSlate, i validatori dell'XRP Ledger hanno bloccato in silenzio un exploit "silenzioso" che avrebbe potuto in teoria svuotare i conti delle vittime puramente tramite le commissioni di transazione.
RippleX, secondo CryptoSlate, si aspetta un'altra versione del software server chiave, xrpld 3.3.0, forse già nel corso della settimana successiva. Il rilascio dovrebbe riportare nel processo dei validatori gli amendment rielaborati Batch e Permission Delegation, dopo che i loro predecessori erano stati bloccati dagli operatori a causa di errori di autorizzazione ancora prima dell'attivazione sulla mainnet. All'1 agosto la versione stabile più recente era ancora la xrpld 3.2.1; le versioni beta e release-candidate per la 3.3.0 erano pubbliche, ma il conto alla rovescia della maggioranza sulla mainnet per nessuno degli amendment sostitutivi era ancora iniziato. Si tratta quindi ancora di una fase preliminare.
Cosa monitorare in casi simili
- Se le perdite osservate continuano a crescere. Galaxy Research ha descritto già la terza ondata; la cifra è in corso, non definitiva.
- Una dichiarazione tecnica ufficiale sulla natura della vulnerabilità (per ora da queste fonti non abbiamo una descrizione tecnica univoca).
- Se il cambiamento di flusso verso gli exchange verrà confermato anche in dati più ampi, oppure resterà un fenomeno dei piccoli possessori.
- La sorte del Clarity Act al Senato e la reale attivazione degli amendment dell'XRPL sulla mainnet.
Questo testo è una sintesi di ciò che risulta documentato all'2 agosto nelle quattro fonti citate. Dove le fonti tacciono, taciamo anche noi.

