Cosa sarebbe successo secondo la denuncia?
Tre utenti di bitcoin hanno presentato una causa contro Apple. Secondo il ricorso, un'app scaricata dall'App Store che si spacciava per il wallet Sparrow Wallet avrebbe svuotato i loro conti. Complessivamente avrebbero perso circa 1,84 milioni di dollari (lo riportano CryptoSlate e Incrypted).
Sparrow Wallet è un wallet Bitcoin con un explorer blockchain integrato. Ufficialmente è disponibile per Windows, macOS e Linux (secondo Incrypted). Il dettaglio chiave dell'intero caso: le vittime, secondo la denuncia, hanno inserito nell'app falsa le proprie seed phrase (la sequenza di parole di backup che dà il pieno controllo sul wallet). In questo modo gli aggressori hanno ottenuto l'accesso ai fondi.
Perché i querelanti puntano direttamente su Apple?
La causa, presentata il 24 luglio in California, accusa Apple di negligenza nella verifica e nella rimozione delle app dall'App Store (lo riporta CryptoSlate). Il nocciolo dell'argomentazione è la contraddizione tra il modo in cui Apple presenta il suo store come un luogo sicuro e affidabile per il software e il fatto che attraverso il suo processo di controllo sia passata un'app fraudolenta.
Secondo la denuncia non si è trattato peraltro di un fallimento isolato:
- Gli avvisi sulle false app Sparrow, secondo CryptoSlate, comparivano già da oltre due anni.
- Secondo il titolo e l'inquadramento delle fonti, lo sviluppatore avrebbe avvisato Apple da circa un anno. La documentazione precisa di questa cronologia non emerge dai riassunti disponibili, per questo la trattiamo come non verificata.
Il punto più grave: l'app è rimasta online anche dopo la segnalazione del furto
L'affermazione più forte della denuncia è descritta sia da CoinDesk sia da CrypS.pl. Secondo loro Apple avrebbe lasciato l'app falsa nell'App Store anche per oltre una settimana dopo che uno degli utenti aveva segnalato il furto di bitcoin per un valore di 875.000 dollari. Durante questo periodo, secondo la denuncia, un altro utente avrebbe perso circa 840.000 dollari.
In altre parole: secondo il ricorso il secondo grande furto si sarebbe potuto evitare se Apple avesse reagito più rapidamente alla prima segnalazione. È esattamente il tipo di affermazione che il tribunale dovrà valutare.
Cronologia temporale e finanziaria (secondo la denuncia)
| Elemento | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Data di presentazione della causa | 24 luglio, California | CryptoSlate |
| Perdita totale segnalata | ~1,84 mln USD | CryptoSlate, Incrypted |
| Primo furto segnalato | ~875.000 USD | CoinDesk, CrypS.pl |
| Secondo furto dopo la segnalazione | ~840.000 USD | CoinDesk |
| Tempo in cui l'app è rimasta online dopo la segnalazione | oltre una settimana | CrypS.pl, CoinDesk |
| Avvisi precedenti sul falso Sparrow | oltre 2 anni | CryptoSlate |
Cosa non è ancora confermato
Si tratta di una causa, quindi delle affermazioni di una sola parte, non di fatti provati in tribunale. Dalle fonti disponibili non emerge:
- Come Apple risponde alle accuse e quale sia la sua versione della cronologia.
- Chi esattamente ci fosse dietro l'app falsa e se gli aggressori siano stati identificati.
- Se e come esattamente l'app abbia aggirato il processo di controllo dell'App Store.
- Il nome preciso dell'app falsa e per quanto tempo esattamente sia stata disponibile.
Aggiungeremo questi punti non appena emergeranno informazioni verificate, idealmente direttamente dagli atti del processo o dalle dichiarazioni di Apple.
A cosa fare attenzione con questo tipo di casi
Questo non è un consiglio su cosa fare con i propri soldi, ma la descrizione di un meccanismo che si ripete in casi simili:
- La seed phrase è tutto. Un wallet legittimo non vi chiede mai di inserire la seed phrase in un'app casuale per "ripristino" o "verifica". Chi ha la seed phrase ha i fondi.
- Il canale di distribuzione ufficiale non equivale alla sicurezza. La presenza di un'app nell'App Store, secondo questo caso, non garantisce automaticamente che si tratti dell'app autentica di quel progetto.
- Imitazioni di marchi noti. Le app false spesso copiano nome, icona e descrizione di un progetto noto. Sparrow, secondo CryptoSlate, ne è un bersaglio ricorrente.
Perché lo seguiamo
Al centro della disputa c'è la responsabilità del gestore di uno store di applicazioni per i danni che si generano attraverso la sua piattaforma. L'esito potrebbe indicare in che misura una piattaforma possa essere legalmente ritenuta responsabile delle app fraudolente che superano il suo controllo. È qualcosa di misurabile: o il tribunale accoglie la causa, o la respinge, oppure le parti raggiungono un accordo. Ci torneremo.

