Cosa è successo?
Secondo il sito CoinDesk, giovedì i repubblicani hanno diffuso una nuova bozza del cosiddetto Clarity Act, la struttura di mercato per gli asset digitali negli Stati Uniti. La nuova versione, stando a CoinDesk, modifica i passaggi relativi alla DeFi (finanza decentralizzata) e alle credit union (casse di credito cooperativo).
Il numero chiave è 60. Tanti voti servono alla legge al Senato per passare. Il voto è atteso dopo il rientro dei senatori dalla pausa la prossima settimana. Se quei 60 voti siano realmente sul tavolo, però, non è chiaro. CoinDesk stesso riassume il percorso della legge con la parola "incerto".
Cosa cambia esattamente il nuovo testo?
Qui occorre essere onesti su ciò che sappiamo. CoinDesk riferisce che le modifiche riguardano la DeFi e le credit union. La formulazione esatta dei singoli articoli e il loro impatto pratico non emergono chiaramente dal materiale disponibile. Non pubblichiamo quindi un'interpretazione dettagliata che non abbiamo supportata da una fonte primaria.
Ciò che è certo: si tratta di una versione di lavoro precedente al voto, quindi di un documento che può ancora cambiare. Un testo legislativo prima del voto non è legge.
Perché seguirlo proprio ora?
Interessante è il contrasto. Mentre a Washington si limano le formulazioni e si contano i voti, il mondo commerciale del credito crypto e dei pagamenti in stablecoin va avanti indipendentemente da tutto ciò. Nella stessa settimana sono arrivati tre segnali distinti dalla pratica.
Visa e il finanziamento onchain del settlement delle carte
Secondo il sito CryptoSlate, l'8 settembre Visa ha annunciato un'iniziativa di prestiti onchain focalizzata sul disallineamento temporale nel regolamento dei pagamenti con carta. Un programma di carte può dovere a Visa per il settlement giornaliero prima che arrivino i soldi dai clienti, il che crea un divario di finanziamento breve ma ricorrente.
Il protocollo Credit Coop, secondo CryptoSlate, fornisce linee revolving in stablecoin che coprono questo divario, e i pagamenti successivi dei titolari di carta vanno a rimborso. Gli smart contract gestiscono nel frattempo il prelievo, la gestione del cash-flow e le rate. CryptoSlate collega questa iniziativa a una cifra di 2,5 miliardi di dollari.
Coinbase, Moov e le banche locali
The Block ha riferito che Coinbase e la piattaforma Moov vogliono portare l'infrastruttura di pagamento in stablecoin alle banche comunitarie e alle credit union. L'integrazione, secondo The Block, dovrebbe utilizzare la Coinbase Payments API e i wallet custodial integrati nella piattaforma di pagamento esistente di Moov.
È simbolico: le credit union sono esattamente il segmento toccato anche dalla nuova versione del Clarity Act. Regolamentazione e prodotti puntano dunque allo stesso gruppo, solo a velocità diverse.
Tether e un fondo di credito privato
The Defiant ha riferito che Tether e Fasanara Capital hanno lanciato un fondo di credito privato evergreen. Secondo Tether, come citato da The Defiant, entrambi gli sponsor vi hanno versato 400 milioni di dollari e l'obiettivo è arrivare fino a 3 miliardi di dollari da altre istituzioni. Il fondo, secondo The Defiant, indirizza USDT verso i libri di credito, non verso i trading desk.
Cosa se ne ricava?
In sintesi, chi ha fatto cosa e quando:
| Attore | Passo | Data / fonte |
|---|---|---|
| Repubblicani al Senato | Nuova bozza del Clarity Act (modifiche DeFi, credit union) | giovedì, CoinDesk |
| Visa + Credit Coop | Finanziamento onchain del settlement delle carte | 8 settembre, CryptoSlate |
| Coinbase + Moov | Rails in stablecoin per banche comunitarie e credit union | The Block |
| Tether + Fasanara | Fondo di credito privato con USDT | mercoledì, The Defiant |
Il filo comune: le crypto si spostano dalla speculazione al credito e ai pagamenti, cioè verso un'infrastruttura che va avanti a prescindere dal fatto che la legge passi la prossima settimana. La legislazione, intanto, va più lenta dei prodotti.
Cosa monitorare in questo tipo di notizie?
Nei disegni di legge prima del voto conviene seguire tre cose: se esiste una maggioranza reale (nel caso del Clarity Act, in concreto quei 60 voti al Senato), se il testo finale cambia ancora rispetto alla versione di lavoro, e come suonano le posizioni di entrambe le parti, non solo i comunicati stampa di una sola parte. Questo non è un consiglio di acquisto né di vendita di alcunché. È una descrizione di ciò che è successo e un avvertimento su ciò che ancora non è certo.

