Cosa è successo?
Mercoledì la banca centrale americana (Fed) ha alzato il suo tasso di riferimento per la prima volta da luglio 2023. Secondo The Defiant la votazione è stata unanime e le stesse proiezioni del comitato ora indicano un ulteriore rialzo. Il mercato cripto ha reagito diversamente da quanto molti si aspettavano: invece di crollare, è rimasto verde.
CoinDesk riferisce che il Bitcoin è salito dello 0,88% a 76.621 dollari nelle 24 ore. The Defiant descrive il movimento come un "round-trip", ossia che il BTC ha attraversato la decisione della Fed praticamente senza variazioni ed è tornato vicino al livello di partenza.
Il secondo evento della giornata è che, secondo Decrypt, il Clarity Act non è passato al Congresso, la legge dedicata al quadro normativo per le cripto-attività. Nessuna di queste due notizie, né l'inasprimento della politica monetaria né il fallimento della legislazione, ha fatto crollare il mercato.
Perché è salito Zcash?
Il movimento più marcato tra le altcoin di maggiori dimensioni è stato quello di Zcash. CoinDesk riporta un balzo del 23% fino a un livello record dopo che la società di investimento Paradigm ha reso pubblica la propria quota. The Defiant menziona un prezzo di 1.383 dollari.
Cosa abbia causato esattamente questo movimento non è chiaramente provato dalle fonti disponibili. La coincidenza temporale con la pubblicazione della quota di Paradigm è documentata, ma le fonti non riportano come confermato un nesso causale diretto del tipo "l'annuncio ha innescato il rally".
Cosa dicono i dati on-chain sulla domanda?
Dietro la stabilità dei prezzi si nascondono però segnali di una domanda in indebolimento. Secondo CryptoSlate, al 17 settembre sono emersi due indicatori da tenere d'occhio:
| Indicatore | Stato secondo CryptoSlate |
|---|---|
| Realized Cap | primo calo giornaliero in 28 giorni |
| ETF spot Bitcoin USA | secondo giorno consecutivo con deflussi netti |
Il Realized Cap (capitalizzazione di mercato realizzata) è una metrica che valuta ogni coin in base al prezzo a cui si è mosso l'ultima volta on-chain, e non in base al prezzo di mercato attuale. Il suo calo indica che alla rete affluisce meno nuovo capitale.
CryptoSlate rimanda inoltre all'analisi di Glassnode e al cosiddetto True Market Mean a quota 76.700 dollari, che è un valore di riferimento del costo base nel modello di Glassnode. Il Bitcoin, secondo i dati di CryptoSlate, veniva scambiato attorno a 76.458 dollari, quindi appena sotto questo livello. Rimanere vicino a esso, secondo CryptoSlate, limita per ora i danni al prezzo, ma gli indicatori di domanda citati non confermano una ripresa della crescita. Come livello di rischio più in basso la fonte cita i 71.300 dollari.
Cosa portarsi a casa da tutto questo?
Il filo conduttore della giornata: né l'inasprimento della politica monetaria né il fallimento del Clarity Act hanno fatto crollare nel breve termine i prezzi delle principali cripto-attività. Questo è un fatto documentabile. Perché esattamente il mercato abbia reagito in modo resiliente è una questione di interpretazione. Una delle possibili spiegazioni offerte da CoinDesk è che le proiezioni della Fed implicano ormai solo un ulteriore rialzo, per cui il mercato potrebbe aver percepito il ciclo di inasprimento come vicino alla fine. Questa è però una considerazione probabile, non una causa provata.
Cosa vale la pena osservare in questo tipo di situazione: se i deflussi dagli ETF Bitcoin si fermeranno o si approfondiranno, e se il Realized Cap tornerà a crescere. La discrepanza tra prezzi verdi e domanda in indebolimento è esattamente quel tipo di tensione che si potrà valutare retrospettivamente più avanti.

