Cosa è successo davvero?
Il portale CryptoSlate ha costruito un proprio tracker delle chiusure e al 5 agosto 2026 vi registra almeno 109 progetti crypto che nel 2026 hanno chiuso, sono stati ridimensionati (wind-down) o sono passati a uno stato inattivo. Secondo CryptoSlate il numero maggiore riguarda il settore DeFi, ovvero 28 casi, quindi più di qualsiasi altra categoria.
La DeFi (finanza decentralizzata) è la denominazione complessiva per i servizi finanziari (prestiti, scambi, protocolli di rendimento) che girano su blockchain senza un intermediario tradizionale.
Il numero 109 secondo CryptoSlate riflette una dura selezione trasversale al settore. Secondo la stessa fonte le chiusure hanno toccato il picco ad aprile, quindi la prima parte dell'anno ha subito una pressione maggiore rispetto ai mesi successivi.
Quale progetto concreto lo simboleggia?
Il caso singolo più visibile è Eliza Labs e il suo token.
Il fondatore Shaw Walters, secondo Cointelegraph, Decrypt e The Defiant, ha dichiarato morto il token del progetto. The Defiant riferisce che Walters ha definito il token ai16z "morto. Del tutto." e che la fondazione dietro il progetto si sta ridimensionando.
Il motivo è un accordo giudiziario. Secondo Cointelegraph e Decrypt il progetto ha trasferito le risorse residue della sua tesoreria (treasury) per definire la causa intentata dai detentori del token. The Defiant precisa che si trattava di una class action condotta dallo studio Burwick Law, e che la parte di Walters ha raggiunto un accordo consegnando il resto della tesoreria e tutto il denaro che avevano a disposizione.
Cointelegraph ha inoltre registrato la reazione del mercato: il token ElizaOS è calato del 19% toccando il minimo storico dopo che il fondatore ha dichiarato morto il progetto.
Walters, secondo Cointelegraph, ha detto che continuerà a costruire Eliza, ma senza una criptovaluta collegata.
Cosa significa la "tendenza più preoccupante" nascosta nei dati?
Questo è il cuore dell'analisi di CryptoSlate e va letto con cautela. Mentre si contano le chiusure dei progetti, secondo CryptoSlate le banche e le reti di pagamento stanno allo stesso tempo elaborando volumi reali su alcuni sistemi blockchain controllati (controlled) e ne stanno ampliando o testando altri simili.
Nel complesso ciò, secondo CryptoSlate, indica una biforcazione (divergenza) su ciò che effettivamente scala: da un lato si infittisce il cimitero dei progetti consumer e DeFi, dall'altro cresce l'infrastruttura controllata e istituzionale.
Cosa i dati non dimostrano
Qui serve onestà. CryptoSlate stesso afferma che le prove non offrono alcun legame di flussi di capitale tra la chiusura dei progetti e la costruzione istituzionale. In altre parole: non si può affermare che il denaro che esce dai progetti scomparsi fluisca direttamente nelle blockchain bancarie. È la coincidenza di due tendenze, non una causa ed effetto dimostrata.
CryptoSlate segnala inoltre che i conteggi dei progetti non possono essere confrontati tra periodi come una metrica precisa, perché si tratta di un elenco compilato progressivamente, non di un censimento completo.
Le crypto sono quindi morte?
Sulla base dei dati disponibili la risposta è sobria: muoiono singoli progetti, non un'intera categoria. Il numero 109 è significativo, ma è il conteggio delle chiusure rilevate da un singolo tracker, non lo stato complessivo del settore. Parallelamente cresce un altro strato, più controllato, di utilizzo della blockchain.
A cosa fare attenzione con questo tipo di notizie
- Distinguete "il token è morto" da "il progetto è morto". Nel caso di Eliza il fondatore, secondo le fonti, ha annunciato la fine del token, ma ha dichiarato la prosecuzione del prodotto.
- I tracker delle chiusure sono utili, ma non sono un censimento. I conteggi sono raccolti manualmente e non possono essere presi come un confronto annuale preciso.
- La coincidenza non è causa. La crescita dell'infrastruttura istituzionale e l'ondata di chiusure avvengono contemporaneamente, ma un legame diretto di flussi di capitale non è dimostrato.
Charliedesk non fornisce raccomandazioni di acquisto né di vendita. Questo è un resoconto di ciò che è accaduto e di ciò che i dati (per ora) non dimostrano.

