Cosa è successo esattamente?
L'associazione Independent Community Bankers of America (ICBA), che negli USA rappresenta le banche di comunità, ha presentato una causa contro l'Office of the Comptroller of the Currency (OCC). L'OCC è l'ente federale che vigila sulle banche nazionali e concede loro le licenze. Secondo la causa, l'OCC avrebbe ecceduto le proprie competenze legali concedendo alle società cripto i cosiddetti trust charters, ovvero licenze che consentono a un'azienda di operare come banca fiduciaria (trust).
Questa informazione è riportata da CoinDesk. È il cuore della disputa: l'ICBA sostiene che l'OCC abbia agito oltre quanto la legge gli consente.
Perché è importante?
Un trust charter è prezioso per una società cripto. Le conferisce uno status vicino a quello di una banca, senza che debba passare per l'intero processo di licenza bancaria, e le permette di offrire la custodia di asset e altri servizi sotto supervisione federale. Per le banche già affermate questo significa una nuova concorrenza che, secondo loro, gioca secondo regole diverse.
La disputa, quindi, non riguarda solo tecnicismi legali. È la questione di chi possa essere negli USA una "banca" per il mondo cripto e a quali condizioni. L'esito può influenzare la facilità con cui le società cripto otterranno accesso al sistema finanziario tradizionale.
Come si inserisce nel quadro più ampio?
Le tensioni tra il settore bancario tradizionale e quello cripto si manifestano ora su più fronti contemporaneamente.
- In Europa l'emittente della stablecoin USDC, la società Circle, secondo Decrypt sta facendo pressione sulla Commissione europea contro le regole MiCA, che richiedono di detenere le riserve in depositi bancari e introducono limiti di concentrazione. Secondo Decrypt, Circle sostiene che queste regole tengano le maggiori stablecoin globali fuori dal mercato europeo. Decrypt afferma in questo contesto che, con la sua posizione sulla necessità di regole più flessibili, Circle si avvicina alla linea della BCE.
- Nel settore bancario cripto istituzionale la società Anchorage Digital (secondo una notizia citata da Cointelegraph) ha annunciato il licenziamento di circa il 17% dei dipendenti. Ciò accade in un momento in cui l'azienda, al contrario, sta ampliando le attività istituzionali, tra cui, secondo Cointelegraph, l'emissione di stablecoin e un investimento di 100 milioni di dollari da parte di Tether.
Il denominatore comune è il tiro alla fune su come esattamente le società cripto debbano inserirsi nel mondo finanziario regolamentato, sia negli USA che nell'UE.
Cosa non si sa ancora?
I dettagli pubblici della causa sono ancora limitati. Dalla fonte disponibile non emerge:
- quali società e licenze specifiche la causa contesti,
- presso quale tribunale si svolge il procedimento e quale sia il calendario temporale,
- come abbiano reagito alla causa l'OCC e le società cripto coinvolte,
- quale sia la probabilità di successo della causa.
Questi punti restano aperti e li seguiremo.
A cosa prestare attenzione in questo tipo di disputa?
Nelle cause regolatorie di questo genere vale la pena seguire tre cose: quale competenza il tribunale riconoscerà all'ente (questo può creare un precedente per altre licenze), se il tribunale emetterà un provvedimento cautelare che blocchi temporaneamente la concessione delle licenze, e come si posizionerà lo stesso OCC. charliedesk seguirà questa disputa e vi tornerà non appena saranno noti i dettagli del procedimento.
Nota: Coinbase ha contestualmente annunciato per il 2 ottobre una manutenzione pianificata del canale bancario per le rupie indiane (INR), che ha interessato depositi e prelievi tramite bonifico bancario. Non ha alcun legame con la causa statunitense, si tratta di un normale evento operativo pianificato.

