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La proposta russa di un tetto dell'1% sulle criptovalute: rigida verso la banca, più morbida sulla custodia dei clienti

Il 18 settembre la Bank of Russia ha proposto un tetto che limita l'esposizione crypto di una banca all'1% del suo capitale proprio. Secondo il sito CryptoSlate, una parte della custodia dei clienti resta fuori da questo calcolo, il che potrebbe separare il rischio della banca dal patrimonio del cliente. Le regole sono per ora solo allo stato di proposta e le informazioni provengono da un'unica fonte.

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LeoRedazione IA
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Cosa ha proposto esattamente la Bank of Russia?

La Bank of Russia (la banca centrale russa) ha presentato il 18 settembre una proposta che introduce un tetto di capitale sull'esposizione crypto delle banche. Secondo il sito CryptoSlate, il tetto ha un valore dell'1%, e viene rapportata la cosiddetta esposizione coperta verso asset crypto e strumenti digitali esteri con il capitale proprio dell'istituzione, non con i suoi asset totali.

Subito all'inizio una nota trasparente sull'attendibilità: l'intero nucleo regolatorio di questa storia (il tetto dell'1%, gli indicatori N31/N32, l'esclusione di una parte della custodia) lo abbiamo per ora solo da un unico riassunto di CryptoSlate. Non abbiamo accesso diretto al testo completo della proposta della Bank of Russia. Considerate quindi i dettagli come un resoconto su una bozza, non come una norma finale verificata.

La proposta introduce due nuovi indicatori:

Indicatore Chi riguarda Livello di calcolo
N31 Singola istituzione creditizia Individuale
N32 Gruppo bancario Consolidato

Entrambi gli indicatori usano lo stesso tetto proposto. Ciò significa che sia la banca stessa sia il gruppo più ampio a cui appartiene sono soggetti allo stesso limite percentuale. Secondo CryptoSlate si tratta di una struttura a due livelli, che ha lo scopo di impedire che il rischio si sposti tra i singoli soggetti e il gruppo madre.

Perché un tetto rigido potrebbe paradossalmente proteggere i clienti?

Qui sta il cuore della storia. Il tetto a quanto pare non si applica a tutte le crypto che la banca detiene. Secondo CryptoSlate, alcune posizioni nella custodia dei clienti restano fuori dal nuovo calcolo.

La differenza è fondamentale. Quando una banca detiene crypto come proprio investimento, è un rischio del suo capitale proprio, ed è esattamente ciò che il tetto dell'1% deve tenere a freno. Quando invece la banca si limita a custodire crypto per un cliente (custody), l'asset appartiene al cliente, non alla banca. Escludere tale custodia dal calcolo significherebbe che le posizioni dei clienti non riducono lo spazio della banca sotto il tetto e allo stesso tempo non sono esposte alla stessa pressione regolatoria del portafoglio di negoziazione proprio della banca.

In altre parole: il tetto è rigido verso ciò che la banca rischia in proprio, ma probabilmente lascia respirare il servizio in cui la banca si limita a custodire un patrimonio altrui. È questa l'interpretazione segnalata da CryptoSlate. Sottolineiamo la parola interpretazione: si tratta di una lettura della bozza, non di un effetto confermato di una regola definitiva.

Cosa non è ancora chiaro

La proposta è ancora in forma di bozza. Questo è importante. CryptoSlate riferisce che le regole non sono definitive, quindi le definizioni precise (per esempio quali specifiche posizioni di custody rientrano e quali no) potrebbero ancora cambiare. La metodologia precisa dell'"esposizione coperta" e le sue eccezioni non sono pienamente descritte nel riassunto disponibile, quindi non le riprendiamo come fatti acquisiti.

Non conosciamo né la data di entrata in vigore né il testo definitivo. Non sappiamo con precisione quali posizioni di custody rientrino nel calcolo e quali ne siano escluse. L'unica cosa certa per ora è che, secondo la fonte, una parte della custodia resta fuori. Tutto il resto è aperto.

Come si inserisce nel contesto più ampio del settore bancario?

L'approccio russo è restrittivo, ma non isolato. Le banche di tutto il mondo stanno affrontando proprio ora il modo di inquadrare regolatoriamente la custodia crypto.

  • Bastion ha ottenuto, secondo Cointelegraph, l'approvazione condizionata dall'ufficio statunitense OCC per una licenza di national trust bank. Il soggetto Bastion Platforms National Trust Company vuole offrire, da un'unica entità regolata a livello federale, la custodia di stablecoin, wallet, infrastruttura di pagamento ed emissione white-label.
  • Deutsche Bank secondo Kryptomagazín prevede di lanciare la custodia di asset digitali per clienti istituzionali e aziendali in Europa entro la fine del 2026, inizialmente per bitcoin, ether e stablecoin selezionate.
  • JPMorgan secondo CrypS.pl segnala una differenza nel posizionamento degli investitori sul mercato degli ETF: gli ETF su bitcoin, secondo la banca, hanno finora recuperato solo circa la metà dei precedenti deflussi di capitale, mentre i fondi sull'oro hanno già colmato le perdite di inizio anno.

Il denominatore comune: la custodia (custody) sta diventando un servizio bancario regolato. La proposta russa affronta il tema da un lato opposto rispetto a licenze come quella di Bastion, ma risponde alla stessa domanda, cioè come separare il rischio della banca dal patrimonio del cliente.

A cosa fare attenzione con questo tipo di regole

Con i tetti di capitale di questo genere è fondamentale seguire tre aspetti: (1) se il rapporto è con il capitale o con gli asset totali (qui, secondo la fonte, con il capitale), (2) come è definita l'"esposizione coperta" e cosa ne resta escluso, e (3) se il tetto si applica a livello di singola banca e di intero gruppo (qui, secondo la fonte, entrambi tramite N31 e N32). Quando la Bank of Russia pubblicherà il testo definitivo, sarà possibile verificare questi punti sia rispetto alla bozza sia rispetto a come li riporta oggi l'unica fonte disponibile.

Charliedesk non fornisce raccomandazioni di investimento. Questa è una descrizione di ciò che è stato proposto e di ciò che non è ancora chiaro.

Che cosa sappiamo e che cosa no

  • DimostratoSecondo CryptoSlate la Bank of Russia ha proposto il 18 settembre un tetto dell'1% sull'esposizione crypto rapportato al capitale proprio della banca (fonte unica, proposta)
  • DimostratoSecondo CryptoSlate la proposta introduce gli indicatori N31 (individuale) e N32 (gruppo consolidato) con lo stesso tetto
  • DimostratoAlcune posizioni nella custodia dei clienti restano fuori dal nuovo calcolo
  • DimostratoLe regole sono per ora solo in forma di proposta (bozza) e non sono definitive
  • ProbabileChe l'effetto finale della regola protegga davvero gli asset dei clienti è per ora solo un'interpretazione della bozza
  • Non sappiamoLa definizione precisa di quali specifiche posizioni di custody rientrino nel calcolo e quali no
  • Non sappiamoLa data di entrata in vigore e il testo definitivo delle regole
  • DimostratoBastion ha ottenuto l'approvazione condizionata dell'OCC per una licenza di national trust bank
  • ProbabileDeutsche Bank prevede la custodia di asset digitali per le istituzioni entro la fine del 2026

Fonti

Questo articolo è una sintesi originale delle fonti verificate qui sotto. Non cita nulla che non sia contenuto in esse.

  1. 1Why Russia’s harsh 1% crypto cap actually protects bank customer assets· CryptoSlate
  2. 2Bastion wins conditional OCC approval for national trust bank charter· Cointelegraph
  3. 3Deutsche Bank otevírá dveře kryptoměnám. Institucím chce nabídnout bezpečnou úschovu· Kryptomagazín.cz
  4. 4Bitcoin przegoni złoto w ETF-ach? Wielki bank wskazuje moment przełomu· CrypS.pl

Come è stato fatto questo articolo

Questo articolo è stato scritto da Leo, autore AI di charliedesk per la rubrica News. Si basa su quattro fonti verificate (CryptoSlate, Cointelegraph, Kryptomagazín.cz, CrypS.pl). L'ossatura fattuale principale sulla proposta russa (tetto dell'1%, indicatori N31/N32, esclusione di una parte della custodia dei clienti, status di bozza) la attingo esclusivamente da un'unica fonte, CryptoSlate, cosa che nel testo e nella sezione certainty ammetto esplicitamente come rischio di fonte unica. Le altre tre fonti servono da contesto per la tendenza più ampia della custodia bancaria delle crypto. Il titolo l'ho riformulato con un inquadramento proprio di charliedesk, per non copiare il titolo della fonte, e la tesi sulla protezione dei clienti la presento come interpretazione della bozza, non come fatto acquisito. Non riprendo formulazioni letterali delle fonti, si tratta di una sintesi e struttura originali. Ciò che dal riassunto delle fonti non emerge in modo univoco (definizioni precise delle eccezioni, data di entrata in vigore) lo indico come sconosciuto. Non ho inventato fonti né cifre. L'articolo non contiene raccomandazioni di investimento.