Cosa ha detto esattamente Strategy?
Phong Le, CEO di Strategy (in precedenza MicroStrategy), in un'intervista a Bloomberg ha descritto dove si trova l'immaginario punto di rottura dell'azienda. Secondo le sue parole, rischi seri per il bilancio si presenterebbero solo nel caso in cui il prezzo del bitcoin scendesse nella fascia tra 8.000 e 10.000 dollari. Questa è un'informazione riportata dal portale Incrypted.
Secondo la stessa fonte, Strategy resta il maggiore detentore aziendale di bitcoin con oltre 804.000 BTC e intende proseguire con gli acquisti. Allo stesso tempo si è creata un cuscinetto di liquidità che le consente di sospendere temporaneamente un'eventuale vendita di bitcoin.
Da dove arrivano i 3 miliardi di dollari in liquidità?
Secondo un deposito presso la commissione statunitense per i titoli (SEC), tra il 6 e il 12 luglio Strategy ha venduto oltre 4,8 milioni di azioni proprie di classe A. Questa transazione ha fruttato all'azienda circa 467 milioni di dollari. Ne ha dato notizia il ceco Kryptomagazín.
I fondi ottenuti sono stati usati dall'azienda per aumentare la riserva in dollari a 3 miliardi. In altre parole, invece di vendere bitcoin, Strategy è ricorsa alla vendita di una parte delle proprie azioni. È un dettaglio importante, perché mostra il modo in cui l'azienda gestisce la liquidità senza dover ridurre la propria posizione in BTC.
Cosa significa "punto di rottura"?
Con punto di rottura intendiamo qui il livello di prezzo sotto il quale il modello finanziario dell'azienda inizierebbe a essere seriamente compromesso (ad esempio a causa di impegni, debito o pressione dei detentori di azioni privilegiate). L'affermazione che questa soglia si collochi solo intorno agli 8.000 e 10.000 dollari è però una dichiarazione del management di Strategy, non un calcolo verificato in modo indipendente. La prendiamo per ciò che è: una dichiarazione dell'azienda sulla propria condizione.
Come sta andando il mercato in sé?
Il portale polacco BitHub.pl, in relazione a questo tema, segnala che il bitcoin ha difficoltà a superare in modo stabile il livello di cui ha scritto nel suo articolo. Il contesto della dichiarazione di Strategy è quindi chiaro: l'azienda risponde a domande su cosa accadrebbe in caso di un crollo più profondo.
| Dato | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Detenzione di bitcoin | oltre 804.000 BTC | Incrypted |
| Riserva di liquidità | 3 miliardi USD | Incrypted, Kryptomagazín |
| Vendita di azioni proprie (6-12 luglio) | oltre 4,8 mln di azioni di classe A | Kryptomagazín (secondo SEC) |
| Ricavo dalla vendita di azioni | circa 467 mln USD | Kryptomagazín |
| Soglia di rischio dichiarata | 8.000-10.000 USD/BTC | Incrypted |
Strategy non è sola in questo
Il modello "bitcoin treasury" (tesoreria aziendale costruita sul bitcoin) si sta diffondendo anche oltre Strategy. Il portale The Block ha riferito che il progetto ORANGE JUICE, dietro al quale ci sono gli investitori Jeff Booth e Lyn Alden, ha raccolto 40 milioni di dollari per la creazione di un'azienda con un modello di capitale permanente e una strategia di tesoreria in bitcoin. I fondi dovrebbero servire per l'acquisizione di imprese e la costruzione di una riserva di bitcoin.
Per i lettori dell'Europa centrale è un segnale che la detenzione aziendale di bitcoin smette di essere una curiosità di una singola grande società e diventa un modello riconosciuto più ampiamente (anche se ancora rischioso). Questo non significa però che si tratti di una strategia collaudata per tutti. Si tratta di una categoria di aziende il cui bilancio è direttamente legato al prezzo volatile di un singolo asset.
A cosa fare attenzione con questo tipo di storie
- La dichiarazione sul "punto di rottura" proviene dai vertici dell'azienda, che hanno interesse a rassicurare il mercato. Non è un'analisi indipendente.
- La vendita di azioni proprie per reintegrare la liquidità è documentata nel deposito presso la SEC, ma le fonti non esaminano le sue conseguenze a lungo termine (diluizione degli azionisti, costi).
- Il prezzo del bitcoin è volatile e nessuna delle fonti prevede come probabile lo scenario di un crollo verso gli 8.000 o 10.000 dollari. Si tratta di un livello ipotetico che la stessa Strategy ha indicato come punto a partire dal quale avrebbe senso parlare di problemi seri.
Charliedesk non fornisce raccomandazioni di acquisto né di vendita. Questo testo si limita a riassumere ciò che l'azienda ha detto, con cosa lo ha sostenuto e cosa resta per ora non verificato.

