Cosa è successo?
Un gruppo di 21 istituzioni finanziarie (banche e gestori patrimoniali) ha annunciato il 1° settembre 2025 che creeranno insieme una società con il compito di emettere una stablecoin garantita dal dollaro USA. Una stablecoin è un token di criptovaluta ancorato al valore di una valuta tradizionale, in questo caso 1:1 al dollaro statunitense.
Secondo CryptoSlate, tra i partecipanti citati figurano Bank of America, Citi, Goldman Sachs e Wells Fargo. Decrypt indica Goldman Sachs e BofA come attori chiave. Dalle fonti non emerge in modo univoco l'elenco completo di tutte le 21 istituzioni.
Qual è la tempistica?
I passaggi annunciati secondo le fonti disponibili:
| Passaggio | Termine | Fonte |
|---|---|---|
| Fondazione della società comune | seconda metà dell'anno (vedi sotto) | The Defiant, CryptoSlate |
| Lancio della stablecoin in dollari | prima metà 2027 | Decrypt, The Defiant, CryptoSlate |
| Estensione all'euro e ad altre valute del G7 | dopo la versione in dollari | The Defiant, Decrypt |
Sulla data di fondazione della società le fonti divergono. CryptoSlate indica la seconda metà del 2026, mentre la sintesi di The Defiant parla della seconda metà "di quest'anno". Questa contraddizione non riusciamo a risolverla in base alle fonti, per cui la classifichiamo come incerta.
Perché le banche lo fanno?
Il quadro offerto dalle fonti è difensivo. Secondo CryptoSlate, a gennaio Standard Chartered aveva stimato che le stablecoin potrebbero drenare dai depositi bancari statunitensi circa 500 miliardi di dollari entro la fine del 2028. Particolarmente esposte sarebbero le banche regionali, che dipendono dalla differenza tra ciò che pagano ai depositanti e ciò che guadagnano sui prestiti.
CryptoSlate inserisce la mossa nel contesto di un mercato delle stablecoin dal volume di circa 1,9 trilioni di dollari. Il fatto che la Wall Street tradizionale voglia avere un proprio token invece di lasciare campo libero agli emittenti esistenti è una logica che le fonti descrivono, non una causalità che dimostreremmo noi stessi.
E la regolamentazione?
Secondo CryptoSlate, il progetto dovrà rispettare due quadri normativi contemporaneamente:
- GENIUS Act (la legislazione statunitense sulle stablecoin)
- MiCA (il regolamento europeo Markets in Crypto-Assets)
La conformità al MiCA è rilevante soprattutto per la versione in euro prevista. I dettagli su come sarà concretamente strutturato il token e chi sarà l'emittente verso i clienti europei non emergono dalle fonti.
E il prezzo del Bitcoin?
La fonte ceca Kryptonovinky.cz ha collegato la notizia sulle 21 banche al calo del Bitcoin sotto i 78.000 dollari (intorno ai 77.500 dollari, calo giornaliero di circa 1,5%). Qui è necessaria cautela: una coincidenza temporale non è prova di causa. Non abbiamo alcun fondamento per affermare che l'annuncio delle banche abbia causato il movimento del prezzo del Bitcoin. Lo consideriamo come due eventi che una fonte ha menzionato quel giorno l'uno accanto all'altro.
Cosa monitorare in questo tipo di notizie?
- Documento ufficiale o comunicato stampa del consorzio. Per ora lavoriamo con il reportage dei media, non con l'annuncio primario delle 21 istituzioni.
- Elenco completo dei partecipanti. Le fonti ne citano solo una parte.
- Chi sarà l'emittente e come sarà garantito il token. La struttura delle riserve determina quanto si tratti davvero di una "stablecoin" in senso regolamentare.
- Se la tempistica reggerà. Le scadenze per il 2026 e il 2027 sono piani, non cose già fatte.
Quando il token verrà effettivamente lanciato (oppure il piano slitterà o sarà annullato), torneremo su questo testo e confronteremo le promesse con la realtà.

