Cosa è successo esattamente?
Gli investigatori russi hanno fermato nel settembre 2025 lo specialista IT Jurij Belenkij. Secondo il reportage del portale CryptoSlate, che si basa su materiali esaminati dall'agenzia Reuters, l'exchange Binance ha fornito alle autorità russe dati personali e transazionali, poi confluiti nel fascicolo penale sul finanziamento del terrorismo.
Dettaglio chiave: all'epoca Binance non era più formalmente presente in Russia. Si era ritirata dal mercato russo quasi due anni prima. Nonostante ciò, i registri dei clienti sono rimasti disponibili e alla fine hanno funzionato come prova.
Chi è l'imputato e di cosa lo accusano?
Secondo CryptoSlate si tratta di un cittadino russo di 49 anni, titolare di passaporto russo e al tempo stesso di un permesso di soggiorno bulgaro. Le autorità russe sostengono che tra gennaio 2023 e marzo 2024 abbia inviato criptovalute per un valore superiore a 700 dollari a destinatari ucraini, e qualificano tale attività come finanziamento del terrorismo.
La cifra, in termini di volume, è modesta. Ed è parte della storia: non si tratta di grandi somme, ma di come i dati archiviati di un exchange possano essere usati retroattivamente in un procedimento penale in una giurisdizione che l'azienda ha ufficialmente abbandonato.
Perché Binance aveva i dati anche dopo l'uscita dalla Russia?
Qui è opportuna la cautela. Le fonti citate confermano che i dati erano disponibili e sono stati consegnati, ma non spiegano nel dettaglio il meccanismo giuridico o tecnico attraverso cui è avvenuta la consegna, né sulla base di quale specifica richiesta.
In generale, gli exchange centralizzati (cioè le piattaforme dove il cliente affida i propri fondi al gestore, come Binance) conservano i dati KYC (Know Your Customer, ovvero la verifica dell'identità) e l'intera cronologia transazionale dei propri utenti. Questi registri non scompaiono per il fatto che l'azienda cessi di operare in un dato Paese. Il motivo concreto per cui e il modo in cui i dati sono stati resi accessibili alla parte russa in questo caso non emergono in modo univoco dalle fonti pubblicate.
Che rapporto ha tutto questo con il fermo dei dipendenti negli EAU?
In un evento separato, ma tematicamente affine, le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno fermato negli aeroporti due dipendenti di Binance e ne hanno interrogato un terzo. Lo ha riferito il quotidiano The New York Times citando quattro fonti, come riportano il portale polacco Incrypted e altri.
Secondo i portali CrypS.pl e Incrypted, oltre che secondo le dichiarazioni di un portavoce dell'exchange a Cointelegraph, tutti i dipendenti sono stati successivamente rilasciati. Binance sottolinea che nessuno di loro era oggetto delle indagini e che hanno agito in qualità di testimoni. Il portavoce dell'exchange ha dichiarato a Cointelegraph che i dipendenti hanno reso deposizioni riguardo ai flussi di fondi di terze parti attraverso un conto cliente della società.
Le indagini negli EAU, secondo le fonti polacche, riguardano i flussi di fondi attraverso l'exchange e dovrebbero concentrarsi soprattutto sui clienti della piattaforma, non sui suoi dipendenti.
Cosa hanno in comune i due eventi?
Il filo conduttore non è che si tratti di un unico caso. Sono due situazioni diverse in due giurisdizioni diverse. Le unisce però un tema: come i dati e i registri di un exchange centralizzato entrino nelle indagini delle autorità inquirenti, anche quando l'azienda stessa sostiene di essere soltanto un fornitore di informazioni, o di non operare più nel Paese in questione.
| Elemento | Caso russo | Caso negli EAU |
|---|---|---|
| Chi è al centro | Ex utente (Belenkij) | Dipendenti e clienti dell'exchange |
| Ruolo di Binance secondo le fonti | Ha fornito dati alle autorità | Dipendenti come testimoni, rilasciati |
| Fonte delle informazioni | Reuters (tramite CryptoSlate) | NYT (tramite Cointelegraph, CrypS.pl, Incrypted) |
| Stato | Procedimento penale in corso | Dipendenti rilasciati, indagini in corso |
Cosa non sappiamo ancora
Non è pubblicamente documentato sulla base di quale precisa richiesta giuridica Binance abbia fornito i dati russi, né quale sia stato l'esito del procedimento contro Belenkij. Dalle fonti disponibili non è inoltre chiaro quali reati specifici stiano indagando le autorità degli EAU, né se i due eventi siano in qualche modo formalmente collegati. Questi punti restano aperti.
A cosa fare attenzione con questo tipo di notizie
Nei casi in cui i dati di un exchange compaiono in un procedimento penale, conviene monitorare tre cose: chi esattamente ha fornito i dati e sulla base di cosa, se si tratta di documenti ufficialmente confermati o di fonti non confermate, e come si esprime l'exchange stesso sulla vicenda. La differenza tra "l'azienda era l'obiettivo" e "l'azienda ha fornito informazioni come terza parte" è cruciale e nelle prime notizie viene spesso cancellata.

